Rivoluzione mancina

“Fantàsia muore perché la gente ha rinunciato a sperare, e dimentica i propri sogni, così Il Nulla dilaga, poiché esso è la disperazione che ci circonda. Io ho fatto in modo di aiutarlo, poiché è più facile comandare chi non crede in niente”

Archivio per Gennaio, 2008

Il senso delle parole

La parola diritto evidentemente non ho capito cosa voglia dire.

Chiamare “Diritto di sostituzione” il prezzo per la sostituzione di un biglietto ferroviario mi sembra quanto meno poco adeguato, se non illusorio.

Sarebbe più corretto chiamarlo “Tariffa di sostituzione” visto che ci vogliono ben 3 euro per la benedetta sostituzione e per di più è consentito farlo per solo una volta!

Non sono un manager e mai lo diventerò visto che non riesco a capacitarmi come la sostituzione di un biglietto (nel mio caso senza modificare andata e/o rotorno, ma solo la data visto che il biglietto in mio possesso era in scadenza)possa essere causa di un così forte danno economico per questa azienda, soprattutto pensando che non avevo prenotato nessun posto o cuccetta, ma semplicemente per mia disgrazia erano due mesi che era in mano mia, e siccome i biglietti hanno una scadenza…

Quali onerose spese ha dovuto sostenere l’azienda trenitalia per la sostituzione del mio biglietto che non ha mai tenuto occupato alcun posto in treno?

Molto probabilmente si potrà dire che è un prezzo per disincentivare la sostituzione, ma perché? se io non ho contribuito al sovraffollamento delle stazioni sotto le feste Natalizie gli ho forse fatto un danno economico? E non mi si venga a dire che trenitalia fa una stima del numero di carrozze necessarie per quel treno in quella determinata tratta in quel periodo in base al numero di biglietti venduti perchè, penso e spero per loro, utilizzino metodi più sofisticati. E seppure fosse, non vedo quale sia il danno; non penso che la maggior parte dei passeggeri cambino il biglietto spostandosi tutti su una altra tratta, sovraffollandola.

Adesso ho capito! Il rituale ritardo dei treni è causato dal sovraffollamento che a sua volta è causato da sostituzioni di biglietti in massa, dunque si rende necessario disincentivare la sostituzione dei biglietti. Ovvio.

A questo punto non mi rimane che considerare solamente gli ultimi possibili costi che però non posso quantificare: il costo di inchiostro e carta per un biglietto, contributo alla paga dell’impiegato allo sportello e non so cos’altro… ma fanno veramente 3 euro di spesa?

Non è che sia taccagno, per tre euro fortunatamente non muoio di fame, ma chiamarlo ‘diritto alla sostituzione’ mi è sembrato veramente una presa per i fondelli e mi ha lasciato dell’acidulo in bocca. Di certo la politica aziendale non mira alla soddisfazione del cliente.

Mah! E intanto i biglietti aumetano, i treni sono sempre più sporchi e lenti, tranne qualche eccezione.

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