Rivoluzione mancina

"Fantàsia muore perché la gente ha rinunciato a sperare, e dimentica i propri sogni, così Il Nulla dilaga, poiché esso è la disperazione che ci circonda. Io ho fatto in modo di aiutarlo, poiché è più facile comandare chi non crede in niente"

Di getto

E il vuoto che attanaglia. Quella fame inopportuna, ad orari impensabili, improbabili. Quella sete che non è vera sete. Quel pensare che non favorisce il pensiero, ma che è più rimuginare. Quel vivere che non è vita, ma desiderio inopportuno.

E sento il profumo delle viole. Di fiori sbocciati in una primavera estiva.

Guardo l’orizzonte, dalla ringhiera a strapiombo sul bel golfo. Vicino e irraggiungibile. Sento da qui il suo richiamo, lo scrosciare d’onda ai piedi di quella sirena intrigante, desiderio inespresso di uomini in fuga.

Confusione e melancolia. O melanconica confusione?

Tutto crolla, ostacola il percorso. Rialzarsi è d’obbligo, è una sfida, stimolo di vita, motivo di crescita, ormai motivo di vita. Ormai un problema.

E cerco te per colmarmi, offrendomi nuovi percorsi, prospettive mai avute, solo sfiorate, assaporate come dolci rubati, in momenti preziosi e sfuggenti.

Intanto l’assenza di un ricordo è divenuta presenza di un dolore mai voluto, sintomo di una volontà debole e codarda del tempo che fu. Rassegnazione al dolore ora divenuta sofferente ribellione.

E respiro gli odori di questa strana primavera, assaporando il tempo che passa lasciando una scia di ricordi sopiti.

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